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Ero il coach di Antonio, DG brillante. In sessione tanta rabbia: densa, viscerale, quasi fisica. Antonio era soddisfatto, ma io uscii con un dubbio: avevo lavorato sull’emozione, ma l’avevo davvero attraversata con lui? Da lì è nato il libro Coaching Emotions — e questo corso è il luogo dove quella domanda diventa pratica.
Mauro AG Beretta
il libro
In ogni modulo un livello: emozioni primarie, emozioni sociali, stati emotivi. Prima di ogni incontro studi i modelli — neuroscienze occidentali e tradizioni contemplative orientali. In aula analizzi situazioni reali, pratichi conversazioni difficili e ricevi feedback.
- Che cosa accade quando un’emozione intensa entra in una sessione, in una riunione o in una conversazione difficile?
- Perché possiamo comprendere razionalmente un’emozione senza riuscire davvero ad attraversarla e trasformarla?
- Come riconoscere ciò che un’emozione sta comunicando, senza reprimerla, giudicarla o lasciarle il controllo delle nostre azioni?
- Che differenza c’è tra emozioni primarie, emozioni sociali e stati emotivi, e perché distinguerli cambia il modo in cui ascoltiamo e interveniamo?
- Come lavorare con rabbia, paura, tristezza e gioia quando si manifestano nel corpo prima ancora che nelle parole?
- Come accompagnare vergogna, colpa, invidia e orgoglio quando l’emozione non riguarda soltanto ciò che è accaduto, ma coinvolge l’identità della persona?
- Come riconoscere ansia, rassegnazione e sfiducia quando non sono più reazioni momentanee, ma diventano il clima nel quale una persona vive, lavora e decide?
- Come passare da «sono questa emozione» a «questa emozione è presente», recuperando uno spazio di libertà tra ciò che proviamo e il modo in cui scegliamo di agire?
- Perché la pressione verso il miglioramento può ostacolare il cambiamento e come utilizzare il modello PEA–NEA di Boyatzis per favorire apertura, motivazione e apprendimento?
- Come riconoscere il contagio emotivo e distinguere ciò che nasce dentro di noi da ciò che stiamo assorbendo dalla persona, dal team o dal contesto?
- Che cosa fare quando una persona piange, si arrabbia, si blocca, rimane in silenzio o cerca di spiegare razionalmente ciò che sente?
- Quando è utile lasciare spazio, quando nominare ciò che osserviamo, quando formulare una domanda e quando accompagnare verso l’azione?
- Come utilizzare le proprie emozioni come informazioni sulla relazione senza trasformarle in interpretazioni o proiettarle sull’altro?
- Come possono coach e leader contribuire alla co-regolazione e al clima emotivo senza assumersi la responsabilità delle emozioni altrui?
- Come ascoltare le emozioni senza oltrepassare i confini del coaching, della leadership o del proprio ruolo professionale?
- Come trasformare ciò che emerge in consapevolezza, possibilità e scelta responsabile, senza accelerare verso una soluzione né rimanere bloccati nell’esplorazione?