Da anni mi sento fare sempre la stessa domanda: “Come mi motivo?” E da anni rispondo con un’altra domanda: “Ma verso cosa stai correndo?”
Perché il problema non è la velocità. È la direzione.
Viviamo in un mondo in cui una carriera costruita in vent’anni può diventare obsoleta da un giorno all’altro, in cui l’identità si forma imitando maschere sui social, in cui il senso delle cose si perde nel rumore. In questo mondo, una motivazione che dipende da una promozione, da un riconoscimento, dall’approvazione degli altri è una motivazione fragile. E le motivazioni fragili crollano esattamente quando ne hai più bisogno.
Ho letto tantissimi libri sulla motivazione. Teorie brillanti, ancora utili. Ma tutte con lo stesso limite: sono strumenti, non fini. Ti dicono come motivarti. Non ti dicono verso cosa. Ti dicono di correre veloce. Non ti dicono dove.
Non l’ho trovato, quel libro. Ho smesso di cercarlo e ho cominciato a scrivere.