Da qualche anno le mie sessioni sono man mano cambiate. Prima i coachee arrivavano con un tema e lavoravamo subito nel declinarlo in obiettivo SMART. Oggi mi accorgo che quello che veramente desiderano, anche se a volte inconsapevolmente, è avere un momento di riflessione alta sulla propria vita. Perché si corre, si produce — ma stiamo perdendo il senso di ciò che facciamo. Non sappiamo più cosa desideriamo, quale sia il nostro concetto di serenità. Che poi è l’unico vero obiettivo di tutto.
Prendi una promozione. Se non sai cosa vuoi dalla vita, ottenerla diventa una partita di calcio: l’unico esito è vincere, e se perdi cadi nella rabbia. Ma se sai cosa intendi per vita serena — non felice, serena — tutto ciò che fai è in funzione di quella. Un passo che non riesce non è un fallimento: è apprendimento. Per questo, a chi mi dice “voglio la promozione”, chiedo: “Che funzione avrebbe nel tuo modello di vita desiderato?”
Perché oggi è più difficile che mai? Ecco il cuore del libro. Viviamo in un mondo BANI: Brittle (fragile), Anxious (ansioso), Nonlinear (non lineare), Incomprehensible (incomprensibile). La mia tesi è semplice e scomoda: la tecnica non è più al servizio dell’uomo, è l’uomo a essere al servizio della tecnica. E quando comanda la tecnica, comanda l’efficienza. Ma l’uomo non è efficiente: gli piacciono i tramonti, le montagne, il caffè con i colleghi. Cose “inutili”, eppure profondamente umane. Come racconta il mito di Prometeo, la nostra unica arma è pensare prima di agire. Per millenni la tecnica ci ha serviti — l’arco, l’aratro, il trattore. Oggi l’ordine si è rovesciato: fondi, social, algoritmi ci impongono il loro metro. E misurandoci con l’efficienza, non possiamo che perderci.