il libro

Il senso del Coaching
nel terzo millennio

Per coach al servizio di chi vive in un mondo BANI: fragile, ansioso, non lineare, incomprensibile.

Il senso del coaching nel terzo millennio

Il libro-manifesto della collana
“Anatomia del Coaching
del terzo millennio”
.

Da qualche anno le mie sessioni sono man mano cambiate. Prima i coachee arrivavano con un tema e lavoravamo subito nel declinarlo in obiettivo SMART. Oggi mi accorgo che quello che veramente desiderano, anche se a volte inconsapevolmente, è avere un momento di riflessione alta sulla propria vita. Perché si corre, si produce — ma stiamo perdendo il senso di ciò che facciamo. Non sappiamo più cosa desideriamo, quale sia il nostro concetto di serenità. Che poi è l’unico vero obiettivo di tutto.

Prendi una promozione. Se non sai cosa vuoi dalla vita, ottenerla diventa una partita di calcio: l’unico esito è vincere, e se perdi cadi nella rabbia. Ma se sai cosa intendi per vita serena — non felice, serena — tutto ciò che fai è in funzione di quella. Un passo che non riesce non è un fallimento: è apprendimento. Per questo, a chi mi dice “voglio la promozione”, chiedo: “Che funzione avrebbe nel tuo modello di vita desiderato?”

Perché oggi è più difficile che mai? Ecco il cuore del libro. Viviamo in un mondo BANI: Brittle (fragile), Anxious (ansioso), Nonlinear (non lineare), Incomprehensible (incomprensibile). La mia tesi è semplice e scomoda: la tecnica non è più al servizio dell’uomo, è l’uomo a essere al servizio della tecnica. E quando comanda la tecnica, comanda l’efficienza. Ma l’uomo non è efficiente: gli piacciono i tramonti, le montagne, il caffè con i colleghi. Cose “inutili”, eppure profondamente umane. Come racconta il mito di Prometeo, la nostra unica arma è pensare prima di agire. Per millenni la tecnica ci ha serviti — l’arco, l’aratro, il trattore. Oggi l’ordine si è rovesciato: fondi, social, algoritmi ci impongono il loro metro. E misurandoci con l’efficienza, non possiamo che perderci.

La tecnica non è più al servizio dell’uomo. È l’uomo a essere al servizio della tecnica. E misurandoci con l’efficienza, non possiamo che perderci.

Prima il senso, poi la scelta, infine l’esecuzione. Il coach è un grillo parlante che restituisce la bussola.

Il coaching del terzo millennio.

Ed è qui che entra in gioco il coaching del terzo millennio. Sono convinto che il terzo millennio non cambierà le competenze del coach, ma il modo di pensarlo, il coaching. Le Core Competencies ICF restano il nostro fondamento — al più si adattano, come con la revisione del 2025 — ma ciò che evolve è lo sguardo: l’intenzione con cui le mettiamo al servizio di chi vive in un mondo fragile, ansioso, non lineare e incomprensibile.

Perché il coaching che ho in mente non ti chiede di fare di più: ti allena a pensare meglio prima di fare. Ribalta la sequenza imposta dalla tecnica: prima il senso, poi la scelta, infine l’esecuzione. Il coach non è un guru che salva, ma un “grillo parlante” che ti restituisce la bussola.

Questo primo volume è la mia visione del mestiere e la mappa dell’intera collana. Qui inquadro il coaching oggi — dalle radici (Prometeo, Adamo ed Eva, i filosofi come fari) ai maestri che mi guidano — e anticipo ciò che i prossimi libri svilupperanno: le 8 Core Competencies ICF con esempi di sessione, le discipline sorelle, i contesti, l’avvio professionale e i casi reali Dal mio taccuino: successi, errori e lezioni senza filtri.

È un libro di business & executive coaching con solide radici umanistiche — per chi vuole diventare coach e per ogni executive o imprenditore che voglia decidere con misura quando i numeri incalzano. Perché non tutto ciò che funziona è giusto — e distinguere l’efficacia dalla giustizia è la competenza più urgente del nostro tempo. Il fuoco, senza pensiero, brucia. Con pensiero, illumina.

Quando tutto è urgente, tutto è misurabile e tutto corre, la domanda più difficile non è come fare di più.
È capire perché lo stai facendo.

l’autore

Mauro AG Beretta

Classe 1965. Ricercatore universitario, poi consulente strategico in Deloitte e KPMG, poi imprenditore e Business Coach per la Commissione Europea a supporto di PMI e startup in tutta Europa. Dal suo sessantesimo compleanno fa solo questo: Executive & Business Coaching e la direzione della Yucan Academy for Coaching Innovation, scuola accreditata ICF che dal 2013 ha formato oltre 600 coach professionisti. ICF PCC, con oltre tremila ore di sessioni alle spalle, incluso un singolo progetto da 860 ore con un CEO e 42 executive. Sta completando il percorso verso l’MCC, appena trova un momento libero tra una sessione e l’altra.